Variazioni ormonali legate all’esercizio fisico


Il caso più interessante della giornata riguarda le variazioni ormonali che seguono l’esercizio fisico. Si deve sapere che quando si pratica attività il concreto beneficio sta nella stimolare alcuni ormoni che più o meno direttamente porteranno alla sintesi proteica.

Stressare il sistema endocrino

In palestra si sente spesso parlare di split-routine cioè della suddivisione del microciclo (settimana) in sedute di allenamento caratteristiche per singoli muscoli. Solitamente un muscolo “grande” e uno “piccolo” nella stessa seduta (come petto e tricipiti). Quello che non si sa, però, è che il quantitativo di stress che accumula il corpo è lo stesso indipendentemente dal muscolo allenato. Questo stress o stimolazioni si traduce in una maggiore sollecitazione per il sistema endocrino. La somatotropina, più comunemente nota come ormone della crescita, viene secreto dall’adenoipofisi e aumenta durante gli sforzi in entità proporzionale all’intensità dell’esercizio. Questo causa un’amento della sintesi proteica, un aumento dell’utilizzo di grasso corporeo per scopi energetici e in generale una proliferazione cellulare. Le variazioni ormonali legate all’esercizio fisico stimolano anche la produzione di IGF-1, di cui abbiamo già parlato qui.

Il testosterone e gli ormoni tiroidei

E’ l’ormone anabolico per eccellenza, secreto dal testicolo e anche dalla corteccia surrenale. Diversi studi hanno dimostrato che i suoi livelli aumentano nell’immediatezza dell’esercizio. La variazione ormonale legata allo sforzo stimola la sintesi di proteine agendo sulle ossa e sui muscoli, oltre a generare le classiche caratteristiche maschili secondarie (peli su torace e viso, voce marcata). Gli ormoni tiroidei comprendono il TSH che induce la tiroide a produrre tiroxina e triodotrionina entrambe coinvolte nei processi di incremento della sintesi proteica che avviene soprattutto nell’età giovanile. Questi ormoni contribuiscono anche ad aumentare gli enzimi intracellulari, i mitocondri e la captazione del glucosio da parte delle cellule. Gli studi sono abbastanza discordanti: c’è chi dice che a bassi carichi il TSH non varia, chi sostiene che si innalza nei 15 minuti dopo la palestra.

testosterone formula strutturale

Adrenalina, noradrenalina e cortisolo

Le catecolammine sono secrete dalla midollare surrenale a seguito dei segnali del sistema nervoso simpatico. Aumentano con l’intensità del lavoro per generare un aumento della funzionalità cardiaca, della distruzione di glicogeno nel fegato e di lipidi in tessuto adiposo. Col tempo i loro livelli si adattano all’attività rendendo l’individuo più predisposto alla migliore performance. Il cortisolo è secreto dalla ghiandola surrenale e si innalza dopo la palestra. Ha, anche essendo un metabolita secondario, effetti importanti sul metabolismo come lo stimolo della produzione di glucosio non dai carboidrati. Svolge azione opposta all’insulina perchè accelera la quota di neoglicogenesi nel fegato.

Insulina e glucagone

Entrambi prodotti nel pancreas, mentre il ruolo della prima è quello di aumentare la produzione glucosio (gluconeogenesi), quello del secondo ha azione antagonista. Il glucagone mobilizza glucosio a livello del fegato e facilita la mobilitazione degli acidi grassi. Praticando sport il livello dell’insulina diminuisce e quello dell’antagonista aumenta. Significa che una minore quantità di insulina basterà per captare glucosio da parte dei muscoli. Per rifornire questo macronutriente si dovranno mangiare carboidrati e non proteine come i più neofiti del settore possono erroneamente pensare. Se le variazioni ormonali di glucosio legate all’esercizio fisico non verranno stabiliti subito si parlerà di ipoglicemia.